Invictus

William Ernest Henley

Traduzione di Valentino Szemere

 

William Ernest Henley (Gloucester, 23 agosto 1849 – 11 luglio 1903) è stato un poeta, giornalista ed editore britannico.

 

La prima e, credo, unica traduzione italiana di quest’opera che mantenga la metrica originale.

Out of the night that covers me,

Black as the Pit from pole to pole,

I thank whatever gods may be

For my unconquerable soul.

 

In the fell clutch of circumstance

I have not winced nor cried aloud.

Under the bludgeonings of chance

My head is bloody, but unbowed.

 

Beyond this place of wrath and tears

Looms but the Horror of the shade,

And yet the menace of the years

Finds, and shall find, me unafraid.

 

It matters not how strait the gate,

How charged with punishments the scroll.

I am the master of my fate:

I am the captain of my soul.

Dal fondo della notte che sovrasta

Come l’Inferno, polo a polo, nera,

Ringrazio qualunque dio esista

per l’anima mia così fiera.

 

Nel crudo artiglio degli eventi

Non ho gridato mai nè sussultato.

Sotto i colpi di fortuiti accadimenti

Il capo è ferito e non piegato.

 

Oltre questo sito di pianto e grida

Incombe delle tenebre l’Orrore.

Eppure negli anni ogni sfida

Mi trova, e troverà, senza timore.

 

Per quanto angusto sia il cammino,

Per quante pene il cartiglio abbia severe,

Sono maestro del mio destino:

E della mia anima il nocchiere.

SCRITTI